Federalismo responsabile, alleluia
Il disegno di legge di modifica del Titolo V della Costituzione, approvato dal Consiglio dei ministri per modificare gli errori della legge costituzionale Prodi, è la maggiore riforma strutturale di questa legislatura. Esso ridà allo stato la competenza all’armonizzazione dei bilanci pubblici, necessaria per una seria spending review.
11 AGO 20

Il disegno di legge di modifica del Titolo V della Costituzione, approvato dal Consiglio dei ministri per modificare gli errori della legge costituzionale Prodi, è la maggiore riforma strutturale di questa legislatura. Esso ridà allo stato la competenza all’armonizzazione dei bilanci pubblici, necessaria per una seria spending review. Allo stato competerà anche la disciplina generale degli Enti locali, mentre gli atti delle regioni saranno sotto il controllo specifico della Corte dei conti, anche con analisi preventive e in corso d’anno e non solo a fine esercizio. Così, il governo centrale riacquista il controllo della spesa regionale e degli Enti locali, che era uscito dalla sua sfera, proprio mentre il consolidamento fiscale esige la sua limitazione. A questi principi si dovrebbe aggiungere quello del bilancio in pareggio per regioni ed Enti locali, mentre la riforma dell’articolo 81 lo aveva previsto solo per il governo nel complesso, sicché nel caso di deficit dei governi decentrati quello centrale sarebbe dovuto essere in surplus. Lo stato, inoltre, si riappropria della competenza esclusiva per energia e trasporti. La riforma Prodi aveva dato la condivisione di tali competenza alle regioni, con un rallentamento esasperante nelle infrastrutture. C’è, last but not least, la clausola di salvaguardia per cui lo stato è garante dell’unità della Repubblica e dei diritti fondamentali, anche in deroga a competenze regionali e locali. In tal modo si passa dal federalismo consociativo e corporativo a quello responsabile.